Il candidato sindaco

Renato Franco Natale

Nato nel 1950, ha frequentato le scuole primarie presso l’istituto Maria S.S. Preziosa; Nel 1968 diplomatosi presso presso il liceo classico D. Cirillo di Aversa, si è laureato nel 1976 presso la facoltà di Medicina dell’università Federico II di Napoli. Nel 1980 si specializza in endocrinologia sempre presso la Federico II. Dal gennaio 1977 ha lavorato come medico di medicina generale a Casal di Principe. Nel 1984 ha prestato servizio per circa un anno presso il pronto soccorso dell’ospedale di Caserta ed ha prestato servizio di guardia medica fra il ‘79 e il 1980 presso il Comune di Casal di Principe. Ha prestato servizio militare come soldato semplice fra il 1976 1 il 1977, nel Genio Pionieri a Roma. Si sposa nel 1979 , ha due figli ed è nonno di due nipoti.

La sua formazione etica e sociale avviene presso l’Azione cattolica della Parrocchia S.S. Salvatore in Casal di Principe, che frequenta fin dall’età di 8 anni. Dall’adolescenza si è impegnato nell’attività di volontariato e sociale. Nel 1970 fonda, con altri volontari, l’UALSI, un’associazione per l’assistenza alle persone con disabilità, che organizza viaggi a Lourdes. Nel 1974 il gruppo di Casal di Principe aderisce all’UNITALSI, che entra così per la prima volta in Provincia di Caserta. Partecipa come barelliere a molti viaggi a Lourdes, rivestendo anche il ruolo di capo-barelliere. Contribuisce alla fondazione di numerosi gruppi Unitalsi in Terra di Lavoro. È responsabile dell’organizzazione locale fino al 1976 e dal 1974 partecipa ad alcuni movimenti di lotta per la conquista di migliori condizioni di vita per la propria città. Nel 1976 aderisce al P.C.I., nel quale viene nominato componente del direttivo della sezione. Nel 1979 è eletto segretario della sezione, carica che ricopre, proprio negli anni di maggiore pressione criminale sulla città. È eletto, per la prima volta, consigliere comunale nel 1983, carica che continua a rivestire come minoranza in consiglio comunale fino al 1990. Nel corso degli anni ‘80 la sezione Pci di Casal di Principe, sotto la guida del segretario Renato Natale e grazie all’impegno di molti giovani militanti, è un punto di riferimento fondamentale nella resistenza alla camorra. Vengono prodotti documenti di denuncia e di analisi del fenomeno criminale, documenti ancora oggi di straordinario valore, vengono organizzate manifestazioni e momenti di riflessione sulla criminalità (nel 1983 prima manifestazione pubblica in sala consiliare, nel 1985 corteo con centinaia di cittadini per le strade della città, per citarne alcune). Nella qualità di consigliere comunale si batte dalle file dell’opposizione contro qualsiasi influenza camorristica sull’attività amministrativa, producendo ricorsi agli atti deliberativi e presenta denunce alla Procura della Repubblica. Alcuni pentiti hanno raccontato che, già allora, alcuni componenti del clan avevano proposto la sua eliminazione, ma fu ritenuta pericolosa perché avrebbe attirato troppa attenzione. Nel 1989 denuncia la presenza di rifiuti tossici abusivamente scaricati in una cava ai confini della città e all’impegno propriamente politico continua il suo impegno sociale, infatti, sempre nel 1989 fonda un’associazione di volontariato dedicata al sudafricano ucciso nelle campagne di Villa Literno, Jerry Essan Masslo. L’associazione si pone l’obiettivo di fornire assistenza medica ai tanti immigrati che cominciavano ad affollare le nostre città. Eletto Presidente dell’Associazione, guida questa organizzazione per 30 anni, fino ad oggi. La Jerry Masslo diventa presto un punto di riferimento del mondo del volontariato provinciale e regionale, sostenendo molte attività sociali e di solidarietà e favorendo soprattutto la nascita di altre organizzazioni. Nel 1993 è eletto Sindaco di Casal di Principe, carica che riveste fino al novembre del 1994, quando un complotto guidato dalla camorra provoca lo scioglimento del consiglio comunale. Nello stesso anno viene ucciso don Peppe Diana e spetta al Sindaco Natale organizzare i funerali. In seguito, è stato sempre in prima linea in tutte le iniziative per ricordare la figura del sacerdote vittima della camorra. Sempre dei pentiti hanno rivelato che nel corso di quell’anno amministrativo, era stata programmata la sua eliminazione, che doveva avvenire fingendo un incidente automobilista, un’auto guidata da un immigrato ubriaco che lo investiva mentre andava in bicicletta. Per alcuni imprevisti il progetto non fu concretizzato e si optò per una soluzione politica, tre consiglieri di maggioranza si dimisero insieme all’opposizione provocando lo scioglimento del consiglio. Nel 1995, ad un anno circa dalla morte di don Peppe e a pochi mesi dalle nuove elezioni comunali, fuori la sua abitazione fu scaricato, nella notte, un camion di letame, chiaro messaggio mafioso teso a tenerlo lontano dall’impegno politico. Arrivarono nell’occasione messaggi di solidarietà da tutta Italia e da altri ambienti, politici, sociali etc. Fu candidato al consiglio regionale nel ‘95, ma non fu eletto. Fu invece eletto a consigliere comunale e guidò il gruppo dall’opposizione fino al nuovo scioglimento per inquinamento camorristico dell’amministrazione che aveva vinto le elezioni. Nel frattempo, continua l’impegno sociale, fonda in provincia di Caserta “Libera”, associazione antimafia, ne diventa il coordinatore provinciale, per essere poi nominato referente regionale. In questa veste, organizza, insieme ad altri volontari, due Campi Antimafia in città e moltissime altre iniziative di contrasto e di denuncia alla criminalità. Insieme ad altre organizzazioni costituisce il coordinamento denominato “comitato don Diana”, in ricordo del sacerdote ucciso. Ne diventa il portavoce, fino a quando il coordinamento, trasformato in una associazione, nomina suo coordinatore Valerio Taglione che ancora oggi guida questa organizzazione. Dopo il commissariamento si ripresenta candidato a Sindaco, ma viene sconfitto, continuando la sua battaglia istituzionale dall’opposizione. Nel 2000 fonda un’altra associazione di volontariato denominata “sinistra 2000”, con cui organizza numerose iniziative di formazione politica e di animazione territoriale. Intanto, collabora negli anni a numerose pubblicazioni, collabora con il periodico “lo spettro”. I suoi contributi vengono pubblicati anche sul mensile “Narcomafie” edito a Torino dal Gruppo Abele. I suoi scritti e contributi vari vengono pubblicati in testi e libri editi da vari organismi culturale e di ricerca. Partecipa come tutor ad un corso di un anno di formazione alla economia sociale organizzato dal “Gruppo Abele di Torino”. Percorso formativo che coinvolge molti ragazzi del territorio e che si svolge in varie parti del sud Italia. Dopo il blitz di Spartacus, nel ‘96, è oggetto di frequenti minacce, telefoniche e per posta. Gli viene disposta una scorta di tre uomini dal Ministero dell’Interno, scorta che però rifiuta. Ultima minaccia giunge nel 2011 con una busta lasciata sotto la porta di ingresso della sua abitazione.

Nel 2012 il comune viene sciolto per la terza volta per inquinamento mafioso. Dopo il periodo di commissariamento, circa 1000 cittadini sottoscrivono un appello con la richiesta di una sua candidatura a Sindaco. Accetta e viene eletto nel giugno del 2014. Nel mentre svolge l’attività di Sindaco viene insignito di alcune significative onorificenze di livello nazionale, dal premio Borsellino al premio Amato, al Premio Beneventano. È eletto vicepresidente Nazionale di “Avviso Pubblico”, associazione di comuni contro le mafie ed in questa veste partecipa all’organizzazione di varie giornate della memoria che si sono succedute nel corso di questi ultimi anni.

Dal 2014 al 2019 ha guidato il consiglio comunale, fino alla sua scadenza naturale.

Curriculum Vitae

Casellario Giudiziale

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